Lucca (domenica , 8 agosto 2925) — Nel centro di Lucca le botteghe tradizionali spariscono a favore di kebab e negozi per turisti.
di Marika Bombana
Il centro passa così da essere caratteristico ad anonimo. Prima c’è stata la cover mania, poi il boom dei negozi di cannabis light: adesso a esplodere in centro storico sono i gift shop. Tra un borsa con scritto ‘Ciao bella’, un Pinocchio di legno e una mutanda con il David di Michelangelo è sempre più difficile scovare i prodotti autentici di una città come Lucca.
Tantissimi i negozi di souvenirs nelle vie principali, nascosti in piccoli spazi, poco visibili agli occhi inerti del residente distratto ma spesso luccicanti per le tasche del turista. Sono almeno 18 gli esercizi commerciali che oggi vendono calamite, shopper e magliette stampate con richiami a monumenti e prodotti ‘Made in Italy’. Alcuni hanno aperto da qualche anno, altri solo da pochi mesi. Sono perlopiù gestiti da pakistani e bengalesi, ma non mancano dietro al bancone gli italiani.
Sono situati in posti diversi ma vendono le stesse cose. A Lucca come in ogni altra città d’arte di Italia dove questo commercio prolifera senza difficoltà. Ai negozietti di souvenir si affiancano poi le catene di oggettistica e di magliette ‘ricordo’, oltre agli store di dolciumi che niente hanno a che fare con le tipiche bancarelle gommose delle fiere del settembre lucchese.
Last modified: Agosto 10, 2025











