Lucca (sabato, 24 gennaio 2026) — Anche in Provincia di Lucca sono tante le iniziative in programma per rendere omaggio alla Giornata della Memoria, in programma per martedì 27 gennaio 2026; tutti incontri aperti alla cittadinanza, da Altopascio a Seravezza (LU), che proseguiranno anche nei mesi di febbraio e marzo, per stimolare alla riflessione, al ricordo e alla consapevolezza di ciò che è stata la deportazione di tanti innocenti nei lager nazisti.
di Melania Pulizzi
Nella giornata di ieri, venerdì 23 gennaio, il Comune di Altopascio (LU) ha organizzato una visita al Teatro Puccini di Torre del Lago (LU) per far seguire ai ragazzi della Scuola media lo spettacolo “La merce più preziosa”, inserito nel progetto “Puccini Play”; una storia che racconta ciò che ha vissuto una famiglia francese deportata nell’inverno del ’43; narrato a tre voci, due maschili e una femminile, hanno aiutato i ragazzi a ripercorrere il senso del racconto tramite le parole dell’autore: “Ecco la sola cosa che merita di esistere nelle storie come nella vita vera. L’amore, l’amore che si da ai bambini, ai propri e a quelli degli altri”.
Nella giornata di martedì 27 gennaio presso il Teatro Scuderie Granducali alle ore 11.15, si terrà un incontro di lettura e riflessione, che avrà al centro la corrispondenza epistolare del militare Giuseppe Balderi, originario di Seravezza (LU) che, era riuscito a scrivere alla sua famiglia dalla sua deportazione in Germania nei lager nazisti; eccone un breve stralcio: “Carissima Liliana dopo tanti mesi di mio silenzio, oggi finalmente abbiamo questo foglio qui con la possibilità di scrivere a casa, per far sapere che noi siamo vivi. Ti puoi immaginare la mia gioia di darti mie notizie dopo tanto tempo di mio silenzio”.
Grazie all’iniziativa titolata “La resistenza senza armi. Gli internati militari italiani, dal fronte alla prigionia” promossa dall’Istituto Statale Marconi – Alberghiero e IPIA, in collaborazione con la Biblioteca comunale “Sirio Giannini” e la Fondazione Terre Medicee, si potrà rendere omaggio a ciò che è stato, parlando di quei tragici anni attraverso la storia e le lettere scritte dal seravezzino Giuseppe ai suoi cari e alla sua fidanzata e poi moglie Liliana Coppedè. Un patrimonio fatto di oltre duecento lettere scritte tra il 1940 e il 1946, su fogli spesso riciclati e con strumenti di fortuna, nella consapevolezza che sarebbero poi passate al setaccio dalla censura, come dimostrano le frequenti righe oscurate dall’inchiostro.
Una cruda testimonianza sugli orrori di quegli anni, conservata e diffusa grazie alla generosità della figlia Renata Balderi che nel 2008 consegnò gli scritti del padre alla Biblioteca comunale per poi, nel 2017, donarli ufficialmente all’Archivio storico del Comune di stranezza (LU). Storia, informazioni, emozioni e sentimenti che sono stati poi riorganizzati e digitalizzati grazie all’opera dell’allora tirocinante della biblioteca Serena Murru che ne ha fatto oggetto di un approfondito studio per la sua tesi di laurea. Il materiale è stato quindi oggetto di una pubblicazione nel 2021, nel libro “Giuseppe Balderi, dal fronte alla prigionia. Lettere di un internato militare italiano (1940-1946), edito da Bandecchi & Vivaldi.
Riproporre in questa particolare giornata la figura di Giuseppe Balderi significa tenere accesa la lampada della memoria, obiettivo perseguito proprio da questa iniziativa, come rimarcano le docenti di lettere dell’ISI Marconi, Paola Lemmi, Elena Foffa e Ilaria Leonardi: “L’importanza di raccontare una vicenda come quella di Giuseppe Balderi, significa recuperare la storia di questa resistenza dimenticata e andare oltre i numeri, mettendo al centro le persone. Proprio per questo il lascito della figlia Renata è così prezioso. È come un testimone che viene passato alle nuove generazioni perché portino avanti la memoria di quello che è successo”.
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza, ma per informazioni contattare lo 0584 757770, oppure scrivere a biblioteca@comune.seravezza.lucca.it.
Le iniziative per il Giorno della Memoria 2026 proseguono ad Altopascio dove è in programma per martedì 11 febbraio un incontro con l’ex deputato Emanuele Fiano che presenterà il libro “Sempre con me – Le lezioni della Shoah”; un’opera che intreccia le voci dei sopravvissuti e le responsabilità dei carnefici, da Nedo Fiano (padre dell’autore) a Liliana Segre, da Primo Levi a Sami Modiano, dai quali né nasce una riflessione profonda sull’eredità del male e sul dovere di restare, oggi, con gli occhi aperti e in ascolto. Il padre, Nedo Fiano, è l’unico sopravvissuto della sua famiglia al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e proprio per questo vissuto, l’ex deputato Fiano si è impegnato in Parlamento, su temi inerenti la sicurezza, l’integrazione e la lotta alla discriminazione, facendosi nel 2017 anche promotore di un disegno di legge sull’apologia del fascismo.
Infine, dal 14 al 29 marzo, nella Sala Peregrinatio in piazza Ospitalieri, sempre ad Altopascio (LU), sarà allestita la mostra “Clero, guerra e Resistenze in provincia di Lucca” a cura di Silvia Angelini, Stefano Bucciarelli e Stefano Sodi, e promossa da Palazzo Ducale; dedicata agli anni finali del secondo conflitto mondiale e al ruolo del clero nel territorio lucchese, l’esposizione è promossa anche da istituzioni ecclesiastiche e culturali del territorio insieme al Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema (LU), con l’obiettivo di continuare a far luce su una pagina indelebile e spesso poco raccontata della storia locale e nazionale.
Last modified: Gennaio 24, 2026











