Viareggio (Giovedì, 15 maggio 2025) — Inquinamento ed abusi edilizi questo quanto scoperto da un’operazione condotta dalla Capitaneria di Porto di Viareggio ha portato alla luce gravi violazioni ambientali presso un’azienda attiva nella manutenzione e nella vendita di mezzi meccanici per la movimentazione terra. I controlli, avviati nel 2024, hanno rivelato uno scenario allarmante.
di Luca Salera
Al centro dell’inchiesta, un impianto di lavaggio per escavatori e pale meccaniche, realizzato in assenza di qualsiasi autorizzazione ambientale. Le acque reflue generate da queste operazioni venivano raccolte in una vasca e successivamente riversate direttamente sul terreno adiacente – non di proprietà dell’azienda – tramite una pompa manuale, senza alcun trattamento né filtraggio. Le analisi condotte sul sito hanno evidenziato un grave inquinamento del suolo, con presenza di idrocarburi, oli minerali e metalli pesanti, superando ampiamente i limiti normativi.
All’interno dell’area aziendale sono state individuate due tecnostrutture non dichiarate al catasto, una adibita a lavorazioni di carpenteria metallica e l’altra destinata alla verniciatura dei mezzi meccanici. Anche queste attività venivano svolti processi in assenza di autorizzazioni. L’intervento ha visto anche la partecipazione del personale Arpat e le analisi svolte Hanno confermato la contaminazione estesa del sito, con livelli elevatissimi di sostanze inquinanti, tra cui gasolio e oli lubrificanti, rendendo necessario l’avvio immediato delle procedure di bonifica ambientale.
Last modified: Maggio 15, 2025











