Camaiore (sabato, 31 gennaio 2026) – Un’ondata di sdegno travolge il quartiere del Secco, a Lido di Camaiore, dove l’abbattimento di diversi pini secolari tra via del Secco e via Mantova ha trasformato un’area verde storica in un deposito di tronchi. I residenti, mobilitati contro quello che definiscono un “disastro paesaggistico”, puntano il dito contro l’amministrazione, chiedendo come sia stato possibile autorizzare la rimozione di piante che, a loro dire, apparivano in pieno vigore.
di Maria Chiara Bagnato
Sebbene la pineta sia situata su una proprietà privata, l’impatto collettivo della perdita della macchia boscosa dietro il centro Cisalfa è enorme. Sul posto è intervenuta la Polizia Municipale per verificare la regolarità dei permessi, mentre l’Ufficio Ambiente è finito nel mirino delle critiche per non aver monitorato con sufficiente tempestività l’avvio del cantiere, nonostante le pressanti segnalazioni dei cittadini.
Il sindaco Marcello Pierucci ha tentato di smorzare i toni, spiegando che la decisione poggia su basi scientifiche: una perizia agronomica avrebbe infatti certificato lo stato di pericolosità di quattro esemplari, ritenuti ammalati e a rischio crollo. Il primo cittadino ha garantito che l’autorizzazione prevede l’obbligo di compensazione ambientale, ovvero la piantumazione di nuovi alberi al posto di quelli rimossi.
Tuttavia, il clima resta teso. La memoria corre al “caso Monteggiori”, quando la sollevazione delle associazioni ambientaliste impose il ripristino di filari di cipressi tagliati. Mentre il fronte del no si organizza sui social con prove documentali, la comunità locale esige trasparenza totale sui criteri che hanno portato al sacrificio di un patrimonio naturale ritenuto finora insostituibile.
Last modified: Febbraio 2, 2026











