Lucca (giovedì, 22 ottobre 2026) — Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di San Concordio, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lucca, hanno notificato ad un professionista medico ginecologo un provvedimento cautelare che dispone il divieto temporaneo dell’esercizio dell’attività medica, per la durata di dodici mesi, per presunte condotte di abuso e illeciti contro la libertà sessuale, durante le visite.
di Melania Pulizzi
La misura cautelare, adottata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lucca, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo che ha coordinato le indagini svolte dai militari dell’Arma unitamente al personale della Polizia Municipale presso la Sezione di PG della Procura, scaturisce dagli accertamenti svolti in relazione a presunte condotte di abuso e illeciti contro la libertà sessuale, che sarebbero state commesse dall’indagato all’interno degli ambulatori medici durante l’esecuzione di visite ed esami specialistici.
L’attività investigativa ha preso avvio dalle dichiarazioni e dalle querele presentate da alcune pazienti, una delle quali minorenne al momento dei fatti, le quali hanno segnalato l’esecuzione di manovre ed atti che non apparirebbero pertinenti alle ordinarie prassi mediche e alla gestione di visite ginecologiche, fino ai denunciati, presunti atti sessuali in assenza di consenso ed in un caso con l’uso di anestetico locale.
Dopo le denunce delle presunte vittime, altri riscontri nel corso delle indagini avrebbero aggiunto elementi a quanto dalle giovani donne dichiarato. All’esito della valutazione degli elementi raccolti, il G.I.P. ha ritenuto la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza richiesti dal codice di procedura penale e la necessità della misura cautelare per prevenire il pericolo di reiterazione delle condotte.
Si rappresenta che fondamentale per l’avvio delle indagini è stata la denuncia delle presunte vittime che, superando l’infondata vergogna o il timore di non essere –a prescindere– credute, non hanno avuto il timore di rappresentare quanto asseritamente subito, consentendo di disporre le indagini e verifiche che hanno condotto all’applicazione della misura cautelare che interdice l’esercizio della professione medica da parte del presunto autore delle condotte.
Last modified: Ottobre 22, 2026











