Capannori (giovedì, 5 novembre 2026) — Mentre Cartiere Carrara a Capannori continua a registrare utili per decine di milioni di euro, ai lavoratori viene chiesto di accontentarsi di un premio di produzione ridotto, lavorare di più e continuare a fare i conti con criticità sulla sicurezza che restano senza risposta. È questa la fotografia della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale che ha portato le RSU a proclamare un pacchetto di ore di sciopero.
La mobilitazione nasce dalla distanza tra le richieste avanzate dai lavoratori per recuperare almeno in parte il potere d’acquisto perso negli ultimi anni e le proposte presentate dall’azienda. Parliamo di un’azienda che, grazie al lavoro delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori, ha registrato nell’ultimo bilancio un notevole aumento degli utili e che oggi cerca di fare cassa anche attraverso una diminuzione del premio di produzione. Si parla di poche decine di migliaia di euro destinate ai lavoratori a fronte di utili che si misurano in varie decine di milioni di euro. A fronte di tutto questo, l’azienda pretende anche un aumento della produttività di vari punti percentuali per riconoscere un premio inferiore a quello attuale.
Anche sul piano della sicurezza permangono forti criticità che non trovano nemmeno un tentativo di soluzione.
Abbiamo proclamato un pacchetto di ore di sciopero pur in un momento particolare per l’azienda, impegnata nell’iter per l’ottenimento di alcune certificazioni. Di fronte a questa scelta, l’unica risposta ricevuta è stata un appello alla nostra responsabilità, senza nemmeno una promessa di riapertura della trattativa. La sensazione è che si tenti semplicemente di procrastinare il confronto e di togliere ai lavoratori la loro arma più forte: la possibilità di mettere in campo un’azione proprio durante una fase di audit. Non è rinunciando alla propria forza, nella speranza della magnanimità del padrone, che si ottengono risultati.
Una ditta che accumula decine di milioni di euro di utile e cerca allo stesso tempo di raschiare il barile sulle condizioni economiche dei propri dipendenti, gli stessi che permettono quegli utili, non può essere considerata una controparte credibile. È questo il momento di decidere quale tipo di uomini siamo e quale mondo vogliamo lasciare ai nostri figli.
E ricordiamoci:
CHI NON HA IL CORAGGIO DI LOTTARE NON HA IL DIRITTO DI LAMENTARSI!
Le RSU UILFPC
Le RSU SLC CGIL












